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May 17, 2012   Uncategorized   No comments

Il parco del ticino

Una superficie di oltre 90.000 ettari nella quale è stata istituita un’area protetta di rilevanza europea, unica per patrimonio faunistico e vegetale e per l’integrità dei valori ambientali. Questo fatto spiega a sufficienza la scelta di proporre questo polmone verde come meta di itinerari in bicicletta dal capoluogo lombardo.

I segni dell’uomo

Una rete di canali, che hanno avuto come si sa un ruolo centrale nel fare della Lombardia i l centro propulsore dell’economia nazionale, si dipana dal corso principale del fiume.
Percorrendo le tranquille alzaie del naviglio Grande si attraversano quindi la storia e la vita del Milanese: dalle chiuse ai fontanili alle ville del patriziato che qui veniva a riposarsi nel secolo dei Lumi, tutto sembra concorrere alla creazione di una cornice ideale per il turismo in bicicletta.

Più a Sud, dove la pianura punteggiata da fontanili cede il passo al paesaggio agricolo della Bassa, sarà piacevole scoprire la miriade di stradicciole nei boschi che costituiscono l’ambiente più caratteristico del Parco. Subito di là dalle fronde occhieggia cristallina!l’acqua di un fiume che è ancora tra i più puliti d’Italia, mentre fanno da contorno le lanche paludose abbondano di vita vegetale e animale.

I luoghi della natura

II territorio del Parco presenta aspetti di grande valore naturale soprattutto nella zona all’interno della valle del fiume. Al di sopra di essa è invece molto rilevante la presenza dell’uomo con le sue attività produttive, soprattutto quella agricola, peraltro bene integrata con la vita selvatica. I l corso del fiume, 248 km dal lago Maggiore alla confluenza nel Po, si divide in tre tratti: il primo corrispondente all’alta pianura, con letto incassato fra terrazini morenici; il secondo con rive piuttosto alte e terrazzi sabbiosi, e il terzo nella bassa pianura. Gli itinerari qui proposti riguardano la fascia mediana che ricade nella provincia di Milano.

 

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May 16, 2012   Uncategorized   No comments

Il parco di Monza


Dalla Porta di Monza si imbocca il viale Cavriga per tenere poi a d. sulle vie Cascina del sole prendendo diritto a un bivio con cancello, e Valle dei sospiri.

Costeggiando dapprima un laghetto e quindi i l Lambro ci si riporta sul viale Cavriga per prendere a sin. (2.5) la via Pineta,

Pocopiù avanti si sfiora l’interessante area agricola dei Mulini Asciutti oltre la quale la vista spazia sull’abitato di Villasanta. Superato il ponte sul Lambro (3.6), si devia a d. sulla via Mulino San G Giorgio fino al bivio (4.1) al quale si lascia la strada che porta all’autodromo per proseguire invece a sin. su sterrato nell’area agricola omonima

Dalla via Mulino del Cantone, nuovamente su asfalto si prende a destra la via vedano che porta al neoclassico edificio della Fagianaia (5.4), ora sede di un ristorante. Da qui una stradina
sale sul colle verso la cascina Casalta e la villa del Mir, sede dell’Amministrazione del Parco. Si torna nuovamente a pedalare verso la Porta di Monza, lungo l’asse del viale Cavriga
e in corrispondenza del padiglione neoclassico omonimo si curva a destra. Tenendo ancora nella stessa direzione c. 60 m più avanti si costeggia al limite del bosco la mole neoclassica della cascina S. Fedele.

Dal successivo bivio (7.8) verso sinistra si raggiunge villa del Mirabellino e la cascina Fontana . Da questo punto sarà possibile effettuare l’escursione sulla prossima strada nel bosco che affianca l’autodromo fino alla Porta di Biassono (a/r km 5); i l ritorno avverrà costeggiando il muro di cinta in ambiente boscato fino alla Porta di Monza. Dalla Porta di Biassono, attraverso l’omonimo e la via Pessina, ci si può portare a Canonica collegandosi all’itinerario 5 (km 2.6). Dalla Porta di Biassono è anche possibile raggiungere (km 3.5) la Porta di S. Giorgio

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. L’itinerario sì svolge perstrade asfaltate e quasi interamente nel bosco.

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May 14, 2012   Uncategorized   No comments

Naviglio pavese in bici


L’itinerario. Dalla piazza xxiv Maggio si segue il naviglio Pavese fino alla Conca Fallata e oltre. Il fondo dell’alzaia è talvolta sconnesso, e occorre fare attenzione per causa della mancanza di parapetto dalla parte del canale.

Per il numero elevatodi persone sarà necessario chiedere l’autorizazione agli uffici del Genio Civile (v. Indirizzi utili). Lasciato il naviglio in corrispondenza di un ponte metallico in degrado, ci si immette sulla via Gattinara in un rigoglioso e suggestivo ambiente toccando la cascina Bazzana di Sopra e l’abitato (a sin. sulla via Roma).

Superata la Tangenziale si tiene Bazzanella proseguendo su una stradina in paesaggio fino a Gudo Gambaredo, alle case di Parazzolo e cascina S. Marta, dal portale merlato. Sulla via vì si torna all’alzaia sterrata del naviglio che porta veralle conche dell’ex Filanda.

Percorso un breve tratto della statale 35 si devia nell’abitato di Rozzano attraversa nidi l’area residenziale di Milano 3, per tenere poi a d. sivo bivio in direzione di Basiglio, piccolo borgo.

Da qui una bella strada alberata porta alla cascina Vione M. bell’esempio di complesso agricolo lombardo a corte, che torna interamente per prendere poi verso Pieve. In corrispondenza di una curva a gomito della strada presso la roggia, la si lascia per uno sterrato che costeggia il corso fino al complesso di Tolcinasco, che ingloba un castello
del ’500.

Imboccata la via Matteotti a Fizzonasco si attraversa il Lambro meridionale lido sulla Quinto Stampi-Mirasole. Verso destra è appunto possibile l’escursione alla grande cascina di Mirasole  dove è possibile anche collegarsi all’itinerario «Le antiche abbazie».

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May 10, 2012   Uncategorized   No comments

Percorso del naviglio grande

Lungo la strada alzaia del naviglio Grande ci si porta dalla piazza xxiv Maggio a San Cristoforo (1.8), a Corsico (5.8) e alla notevole cascina Guardia Sopra (8). Il fondo stradale dell’alzaia è talvolta sconnesso, e occorre fare attenzione anche a causa della mancanza di parapetto dalla parte del canale. Per gite di numerose persone sarà necessario chiedere l’autorizzazione agli uffici del Genio Civile (v. Indirizzi utili).

Superato sempre sull’alzaia l’abitato di Trezzano sul Naviglio (9.3), si perviene alla deviazione sulla d. (12.5) per Cusago (da questo punto è possibile proseguire per la visita di Gaggiano. Superato il passaggio a livello della ferrovia Milano-Vigevano-Mortara e la strada «Vigevanese Nuova», si nota un repentino mutamento del paesaggio, con amplissimo orizzonte sulla campagna coltivata. Dopo aver incontrato la cascina Terzago(13.7) e il complesso agricolo di San Vito (14.5) si entra finalmente nella grande piazza del castello di Cusago (17.5), su cui si affacciano pure la Parrocchiale e il Municipio.

Dalla piazza del Castello in via Libertà, via Baggio e a sin. in via Foscolo (18); si costeggia il fontanile Branzino, lungo il quale il percorso diviene sterrato (18.2). In corrispondenza di un grande centro sportivo (18.7) si tiene a d. in direzione della grande cascina di Monzoro (19.5), visitata la quale si seguono, nuovamente su
asfalto, le indicazioni per Milano-Baggio. Prima di sboccare sulla strada più grande per la città va notata l’antica abbazia di S.Maria Rossa (20.2).

Da qui si pedala a sin verso Milano fino a deviare sulla via Assiano(21), che costeggia la cascina omonima. Superata la deviazione verso il lago dei Cigni (pesca sportiva, a/r. 1.3) si prende a d. alla grande cascina di Muggiano (22.5) sulla via omonima, che sovrappassa la Tangenziale Ovest (23.3). Attraversato Cesano Boscone sulle vie Libertà (a sin., all’incrocio con via d’Acquisto ie Roma si sbocca sulla via Lorenteggio (o «Vigevanese Nuova-26.8), che riporta in città (piazza xxiv Maggio. 34).

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO. L’itinerario si svolge per il 95% su strade asfaltate e non è molto ombreggiato.

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May 9, 2012   Uncategorized   No comments

Milano in bici

Attorno al capoluogo si estendono una serie di aree molto adatte al turismo in bicicletta, e notevoli per i valori ambientali e le suggestioni che ancora sono in grado di offrire, nonostante siano state spesso al centro di trasformazioni radicali nell’ultimo secolo.

I segni dell’uomo

In piena storia lombarda si situano le antiche abbazie che punteggiano la pianura irrigua della «Bassa», da Chiaravalle a Viboldone a Mirasole, dove è stata creata nel Medioevo una fiorente agricoltura. E a Mirasole stessa, a Tolcinasco, a Vione ecco la tipica cascina a corte tramandata da tutta una iconografia, vero e proprio microcosmo dove affondano le radici di tanti di noi.

A guidare i cicloturisti fuori dalla città sono il naviglio Grande e il naviglio Pavese, che, non ancora abbandonata la metropoli, rivelano lungo le alzaie un patrimonio architettonico ai più sconosciuto: ville patrizie, imponenti cascinali, antiche opere idrauliche e testimonianze della cosiddetta «archeologia industriale». Immediatamente adiacente alla periferia metropolitana verso Ovest. si trova invece un’area agricola nella quale i valori ambientali sono stati poco influenzati dalla vicinanza di Milano. Lasciate alle spalle le ultime case popolari, si pedala tra le cascine che si susseguono fino alla placida, ampia piazza del castello di Cusago.

I luoghi della natura

A Nord, con le Groane, siamo nel secolo ventesimo e in pieno boom economico, stupisce trovare in questa conurbazione una serie di aree boschive di notevole pregio. Le tranquille stradette nei boschi solcano ormai un territorio protetto dall’istituzione di un Parco Regionale, di cui si avverte la vigile presenza.

Un classico per le due ruote è poi il Parco di Monza, grande polmone verde nel quale si è segnalato un ampio itinerario alla portata di tutti e particolarmente di chi è accompagnato da bambini! Poco più a Nord , verso Triuggio, si estende l’area dove nell’ami nel1983 è stato istituito il Parco Regionale della Valle del Lambro.

L’industrializzazione e l’inquinamento hanno qui assai cambiato il paesaggio, ma non al punto da non rendere piacevole  escursioni. Dietro, intatte e verdissime, si stendono le dolci colline brianzole, punteggiate da ville padronali.

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May 4, 2012   Uncategorized   No comments

Lombardia in bicicletta

La Lombardia è una regione dalle tali bellezze naturali che si presta perfettamente alla pratica del turismo in bicicletta.  Gli itinerari proposti sono in genere brevi e pianeggianti, tranne qualcuno più impegnativo, opportunamente segnalato per i turisti in bicicletta più allenati.

Ma ovviamente volendo è anche possibile effettuare circuiti più ampi, unendo diversi itinerari e vari percorsi, oppure effettuando un tour massiccio della regione, ma in quel caso bisognerebbe essere veramente molto allenati.

Per praticare il turismo in bicicletta non avete bisogno di modelli all’avanguardia o super tecnologici, ne tanto meno curare l’alimentazione in maniera particolare o avere un abbigliamento degno del miglior giro d’Italia.

In questo articolo ci limiteremo a segnalarvi  i vari itinerari della  nostra regione per poi studiarli insieme successivamente nei prossimi giorni.

In particolare segnaliamo i dintorni di Milano, il parco del Ticino, l’altro varesotto, il basso varesotto, il comasco, la Valtellina, l’Adda e il bergamasco, il bresciano, il pavese, il lodigiano, il cremonese, il mantovano, gli itinerari per le mountain bike e l’abbinamento bivi-treno.

Una serie di iniziative che vi aiuteranno a conoscere meglio le bellezze della regione Lombardia. Una terra troppo spesso sottovalutata lato turistica, ma una regione che in realtà ha diverse perle e chicche da proporre e addirittura anche la ricca e caotica Milano ha qualcosa da proporre da questo punto di vista.

Per i lombardi è arrivato il momento di iniziare a pensare alla propria terra anche in maniera turistica e il turismo ciclabile rappresenta un primo passo considerevole da questo punto di vista.

Seguiteci e nelle prossime settimane vi descriveremo punto per punto ogni itinerario possibile in Lombardia con particolare attenzione ai 18 già menzionati, un affascinante percorso che vi condurrà nel cuore della regione Lombardia in bicicletta.

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May 2, 2012   Uncategorized   No comments

Museo Etnografico di Lodrino

Questo importante museo presenta numerose opere e attrezzi legati al bosco della valle, ovvero il cuore pulsante di tutta la zona.

Particolare rilievo viene dato all’allevamento del bestiame e all’artigianato di montagna. La mostra presenta sovente diversi aspetti della vita in epoca rurale, dalla caccia alla fienagione, dal lavoro del tagliaboschi a quello del falegname, dagli oggetti medici a quelli tipici della lavorazione del formaggio.

Orario di apertura al pubblico ( senza prenotazione ):

gennaio – dicembre: domenica e festivi 14.00 – 18.00

Il Museo Etnografico è chiuso al pubblico: la prima settimana di gennaio, Domenica di Pasqua, 1° Novembre, Natale e S. Stefano

E’ possibile effettuare visite guidate ogni giorno della settimana per gruppi di almeno 25 persone previa prenotazione telefonica con almeno 15 giorni di anticipo.

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May 2, 2012   Uncategorized   No comments

Chiese Valtrompia

La valle vanta un importante patrimonio storico – artistico e archeologico soprattutto di tipo religioso ritrovabile, nei moltissimi Santuari, nelle Pievi e nelle Cappelle Votive, una concreta manifestazione della spiritualità locale.

Questi monumenti rappresentano un’espressione religiosa molto popolare e allo stesso tempo di tipo semplice , sorgono spesso su precedenti edifici di culto, anche pre-cristiani, oppure in luoghi che evocano sacralità ( grotte, sorgenti, boschi, ). Santuari e cappelle votive nasce con lo scopo di valorizzare non solo i numeriosi siti distribuiti sul territorio, ma anche i capolavori che custodiscono, attribuiti a grandi artisti bresciani come il Romanino, il Moretto e il Foppa. Tali siti possono essere visitati da soli autonomamente oppure con il supporto di guide specializzate.

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May 2, 2012   Uncategorized   No comments

Le miniere della valle

 

Il turista ha la possibilità di percorrere un meraviglioso tour all’interno della Miniera Marzoli, abbandonata dal 1972, oppure di visitare in forma più tradizionale il museo dedicato alla civiltà dell’Alta Valle Trompia e all’arte del ferro.

Il percorso principale ha subito un necessario completamento nel nuovo spazio museale reso disponibile dalla ristrutturazione dell’edificio un tempo riservato a funzioni di servizio all’attività produttiva e ai dipendenti della miniera.

Collocato a poca distanza dell’imbocco della galleria, lo stabile ospita, al piano terreno, gli spazi di accoglienza dei visitatori e una vasta sala per incontri e conferenze.
Al primo piano sono collocati la biblioteca civica e i laboratori didattici, attrezzati per le attività che, in modo differenziato, si propongono ai visitatori più giovani.
Note: obbligatorio abbigliamento adeguato alla temperatura del sottosuolo ( circa 10 ° e il 90% di umidità ), giacca impermeabile e calzature sportive.
Novità: da agosto 2011 nuovo allestimento in galleria costituito da riproduzioni visive e sonore del mondo minerario

Calendario aperture fisse

Marzo, aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre
Domenica 10.00 – 12.00 e 13.30 – 17.00 ( ultimo accesso un’ora prima dell’orario di chiusura )

Luglio:
sabato 10.00 – 12.00 e 13.30 – 17.00 (ultimo accesso un’ora prima dell’orario di chiusura)
Domenica 10.00 – 12.00 e 13.30 – 17.00 ( ultimo accesso un’ora prima dell’orario di chiusura )

Agosto: tutti i giorni 10.00 – 12.00 e 13.30 – 17.00 ( ultimo accesso un’ora prima dell’orario di chiusura )

La miniera inoltre è aperta su prenotazione ( da effettuarsi con 15 giorni di anticipo ) tutti i giorni dell’anno per gruppi di minimo 20 partecipanti paganti.
Attività didattica di laboratorio su prenotazione
Per informazioni e prenotazioni.

Numeri utili:

Centro Unico di Prenotazione tel 030.8337495
Ski – Mine Soc. Cooperativa tel 347.8163286

info@miniereinvaltrompia.it

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May 2, 2012   Uncategorized   No comments

La valle della provincia di Brescia

Storicamente associata con l’estrazione e la produzione del ferro, tale valle è sede di numerose miniere e forni dalla forza dei fiumi di montagna.

Il collegamento tra la vallata e la città di Brescia è solido grazie al valore che il ferro e il percorso minerario conduce il visitatore in una zona che non è ancora stata scoperta dal turismo di massa, ma molto interessante: foreste, altopiani, parchi avventura, tradizionale trattorie, colline da sci e sentieri per lunghe escursioni in alta quota.

Tr l’altro il percorso Adventure “La mia” è molto divertente, permette ai visitatori di provare l’emozione di attraversare un fiume su un ponte sospeso e superando vari ostacoli muovendosi su tronchi d’albero o attraversare un fiume su un ponte tibetano. Le misure di sicurezza siano pienamente attuate in ogni momento.

Le gustose specialità della Valtrompia comprendono formaggi di altissima qualità, carni, selvaggina piccola e trote di fiume.

 

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